JOSÉ GUERRERO TORNA A ROMA CON "LOS ANOS PRIMEROS"
12:58 08 FEB 2007
Quasi cinquanta opere, per lo piu' dipinti ma anche disegni e progetti, che testimoniano l'intero percorso artistico di Jose' Guerrero, il grande artista spagnolo che soggiorno' alla Real Academia de Espana en Roma tra il 1947 e il 1948, vengono proposte ora in una grande mostra che si tiene nell'ex convento sul Gianicolo di Piazza San Pietro in Montorio. Si tratta di opere che vanno dagli anni della formazione al ritorno in Spagna, passando per la decisiva esperienza newyorkese. Ne esce una figura complessa, poliedrica e sperimentale rispetto alla piu' nota immagine legata all'espressionismo astratto americano. Particolare spazio nella retrospettiva dell'artista granadino, che resta aperta dal 5 febbraio al 30 marzo, e' infatti riservato al "Guerrero ante Guerrero" citando il saggio di Juan Manuel Bonet. La prima sezione, anos de formacion: Granada, La Alberca, Paris, Thun, Roma, 1945-1948, si apre con gli esordi nella citta' natale e le belle vedute di Almunecar e delle sue spiagge. Ma e' nei paesaggi di La Alberca (1946) che meglio emergono i temi dominanti del primo Guerrero e della Spagna dell'epoca: la vita contadina, il folklore e la religiosita' popolari, la rivendicazione del senso di "ispanicita'".
Poi il soggiorno romano. Dal suo studio privilegiato sul Gianicolo, Guerrero dipinge con colori vivi e delicati al contempo i tetti e i vicoli della citta' eterna, sullo sfondo la cupola di San Pietro (Panoramica de Roma, 1948). Lo scrittore Justo Navarro parla di una "domenica perpetua", di suore trasformate in strutture architettoniche e vescovi come obelischi antropomorfi (El cardenal, 1948). Sono gli anni della prima mostra italiana alla Galleria del Secolo (1948), dell'amicizia con Afro e Mirko Basaldella e del probabile incontro con la pittura di Mario Mafai. Segue la sezione En busca de la abstraccion, 1946-1954 con le due opere fondamentali La Aparicion (1946) e Lavanderas (1950) in cui l'artista prende le distanze dai legami naturalistici. Con un richiamo evidente a Picasso il colore esce dai contorni e le figure delle lavandaie si fanno ovali, forma costante nell'opera successiva di Guerrero. E' ormai quasi compiuto il cammino verso l'astrazione. L'ansia di attraversare idee e frontiere e l'incontro all'Accademia Americana di Roma con la futura moglie Roxane Whittier Pollock portano il pittore a New York.
Nelle ultime due sale dell'esposizione, La Escuela de Nueva York, 1 e 2, troviamo infine il Guerrero piu' conosciuto. Grazie anche al sostegno di Betty Parsons, gallerista guida dell'espressionismo astratto americano, e all'amicizia con Rothko, Motherwell e Kline, l'artista spagnolo approda ad un astrattismo "biomorfico", dominato dal nero e dal monocromo, con una parabola che ricorda quella di Miro'.
Jose' Guerrero. Los anos primeros
a cura di Yolanda Romero e Francisco Baena
Periodo: 6 febbraio - 24 marzo 2009
Luogo: Sala Espositiva della Real Academia de Espana
Indirizzo: Piazza San Pietro in Montorio 3, Roma
Orario: dal martedi' alla domenica, ore 10.00-13.00 / 16.00-19.00. Lunedi' chiuso
Telefono: 06.5812806
Ingresso: libero
Web: www.raer.it
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