In primo piano

Appunti d'Arte

MOSTRE:
MODENA RENDE OMAGGIO
A MAZZONI E BEGARELLI

MOSTRE: <br />MODENA RENDE OMAGGIO <br />A MAZZONI E BEGARELLI

Una mostra importante e lungamente pensata e attesa, la prima dedicata ai plasticatori modenesi Guido Mazzoni (1450 ca.-1518) e Antonio Begarelli (1499 ca.-1565), tra i massimi interpreti della scultura in terracotta del pieno Rinascimento padano, "portatori di un linguaggio che incarna in modo originale i due aspetti peculiari della cultura figurativa rinascimentale, quello piu' realistico e intensamente emotivo nell'arte di Mazzoni e quello piu' classico e misurato nelle opere di Begarelli". Mazzoni, attivo soprattutto nell'ultimo quarto del Quattrocento, sceglie per i suoi Compianti un'arte fortemente realistica, quasi a voler perpetuare credibilmente le forme effimere della religiosita' popolare, come espresse anche nelle rappresentazioni sacre e in quelle teatrali. Di qui le coloriture delle sue figure, ad imitazione del vero. Begarelli, artista cinquecentesco, le dipingeva invece di bianco, per assimilarle al marmo, materiale piu' nobile della terracotta; ma anche per qualificarle come statue e non come persone, al fine di renderle universali. Promossa dal Comune di Modena - Museo Civico d'Arte, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e dalla Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici di Modena e Reggio Emilia, con la partecipazione del Gruppo Hera, la mostra si tiene al Foro Boario di Modena e restera' aperta fino al 7 giugno 2009. Giorgio Bonsanti (Professore ordinario di Storia e tecnica del restauro all'Universita' di Firenze e Coordinatore scientifico del Centro Europeo di Ricerche sul Restauro) e Francesca Piccinini (Direttrice del Museo Civico d'Arte di Modena), celebra la grandezza assoluta di questi due artisti colti e raffinati, la cui fama si estese fin dal Cinquecento al di la' del ristretto ambito locale, superando anche i confini della penisola italiana. La materia delle loro figure e' la terracotta, cosi' tipica nella tradizione emiliana per l'indisponibilita' di marmi o pietre adatte, e al contrario la facile reperibilita' dell'argilla. Di questa tecnica, Mazzoni e Begarelli sono forse i due massimi esponenti nella tradizione artistica italiana. Insufficientemente conosciuti anche fra gli "addetti ai lavori", mentre in vita avevano incontrato ampio consenso, i due attendevano un'esposizione che li riproponesse al pubblico e li gratificasse dell'ammirazione che meritano. La rassegna illustra la loro attivita' che si distende lungo quasi un secolo, all'incirca tra il 1470 e il 1560, e incarna quelli che si potrebbero definire i due volti del Rinascimento, quello realistico e declamatorio e l'altro piu' classico e idealizzante, e il contesto che li ha visti operare, ribadendo l'importanza della loro produzione nell'ambito della scultura padana e in un piu' ampio panorama artistico, in parallelo alle piu' note vicende pittoriche e scultoree segnate da protagonisti quali Ercole de' Roberti, Giovanni Bellini, Nicolo' dell'Arca, Alfonso Lombardi, Correggio e Raffaello.

Marzo 2009

Appunti d'Arte - Altre edizioni