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IL LOUVRE RENDE OMAGGIO AD ANDREA MANTEGNA

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IL LOUVRE RENDE OMAGGIO AD ANDREA MANTEGNA

12:58 08 FEB 2007

"Ebbe sempre opinione Andrea che le buone statue antiche fussino sempre piu' perfette e avessino piu' belle parti che non mostra il naturale. Lascio' costui alla pittura la difficulta' degli scorti delle figure al di sotto in su, invenzione difficile e capricciosa". Questo il giudizio di Giorgio Vasari su Andrea Mantegna, inventore della prospettiva "schiacciata", al quale il Louvre dal 26 settembre al 5 gennaio rende omaggio con una sontuosa mostra, la prima a lui dedicata in Francia, che riunisce 190 opere (oltre a quelle conservate al Louvre, la collezione di gran lunga piu' vasta del Mantegna fuori dall'Italia, sono in mostra altri eccezionali prestiti, soprattutto dalle quadrerie reali inglesi).

La mostra e' curata da Dominique Thiebaut, conservatore del dipartimento pittura del museo parigino, specializzata nei rapporti tra pittura francese e italiana nel '400, e Giovanni Agosti, docente di storia dell'arte alla Statale di Milano, autore di una brillante monografia sul pittore veneto ("Su Mantegna", edita da Feltrinelli). Agosti ha voluto una mostra che ricostruisse in ordine cronologico il percorso artistico e umano Di Mantegna, dagli esordi a Padova all'ombra di Donatello, documentandone la crescita all'interno del suo ambiente espressivo.

Andrea Mantegna (1431-1506) fu figura di primo piano del Rinascimento in Italia del nord; al Louvre si potranno ammirare innanzitutto dipinti, ma anche disegni, stampe, manoscritti, sculture, pezzi eccezionali e molto diversi tra loro sia per l'epoca che per il lugo di esecuzione, che premettono di ricostruire la carriera dell'artista tra Padova, Verona e Mantova ma anche di verificare l'influenza di questo grande del Quattrocento sui contemporanei.

Mantegna fu molto legato ai circoli di umanisti "antiquari" dell'epoca, che di lui apprezzavano il gusto per la citazione mitologica intrecciato alla profonda sensibilita' per il realismo e contrassegnato da un uso rigorso e talvolta "audace" delle regole della prospettiva. Le sue opere rivelano anche la profonda passione per la scultura e la capacita' di reinterpretare la lezione della pittura fiamminga. Di Mantegna sono in mostra tra l'altro il "San Sebastiano" da Vienna, l'"Orazione nell'orto" da Londra, i "Trionfi di Cesare" dalla collezione reale di Hampton Court, la "Sacra famiglia" di Dresda.

A partire dal 1504, giunto al termine della sua vita, Mantegna lavora alla propria cappella funeraria nella chiesa di sant'Andrea a Mantova, segno evidente della notorieta' e del rango sociale al quale era asceso. La sua fama oltrepasso' i confini del'Italia: il tedesco Albrecht Duhrer, durante un suo soggiorno a Venezia, si mise in viaggio per incontrarlo, ma Mantegna mori' a Mantova il 13 septembre 1506, pochi giorni prima del suo arrivo. La sua fama continuera' a crescere nel corso dei secoli, soprattutto in Francia. Nel 1499, il cardinale Georges d'Amboise, arcivescovo di Rouen e ministro di Luigi XII, defini' Mantegna "il primo pittore del mondo" e fece copiare sulla facciata del suo castello a Gaillon, in Normandia, uno dei suoi capolavori: una delle tele dei suoi "Trionfi di Cesare".

Al Louvre saranno esposti anche dipinti di suo cognato Giovanni Bellini e il "Ritratto di Isabella d'Este" di Leonardo, il cui arrivo a Mantova significo' molto per Mantegna, che lavorava per la corte dei Gonzaga. Visibili anche molte opere del Correggio, l'allievo che piu' lo tradi', sottolinea Agosti, ma lo capi' piu' di ogni altro, perche' in quel tradimento c'era un seme di amore e comprensione vero.

Settembre 2008